Tre Stelle sono poche! D'accordo?

 

 


domenica 31 dicembre 2006

Capodanno 2007

Ore 11.00 del 1 Gennaio del 2007.


L'
Italia si sveglia intontita, satolla, 



ancora ubriaca dai petardi e dai fuochi d'artificio delle piazze stracolme di persone desiderose di festeggiare.
Un nuovo anno è arrivato, con le solite speranze di pace, tolleranza, amore. E non è retorica spicciola diretta ai potenti della Terra, ma concreto desìo di una quotidianità diversa.
Ore 12.00 : ci si prepara al pranzo di Capodanno.
Ore 13.00 : i Media televisivi espongono il bollettino ufficiale delle vittime dei festeggiamenti, tra adulti e bambini, uno sterminio. Animali dispersi nelle strade perchè spaventati dai botti di mezzanotte, strade impraticabili, piene di pattume.
Ore 15.00 : ci si allontana dalle tavole imbandite, pronti ancora per l'ennesimo festino familiare.
Ore 18.00 : la prima passeggiata del nuovo anno. Un Must.
Ore 23.00 : il primo giorno è andato.
E tutto ricomincia daccapo.
E l' Italia ricomincia daccapo.
Ed è ancora scontro al governo tra maggioranza e opposizione, ancora la Chiesa e l'opinione pubblica contro gli omosessuali, ancora l'odio e il razzismo contro le minoranze e le varie etnìe. Ancora non riconosciuti sono i diritti basilari di chi è messo all bando dallo Stato e non è tutelato. Non c'è " PACS " e tutto è ancora come prima.
Ed è ancora povera l' Africa Nera, ancora bimbi che muiono di fame, mentre piccoli mendicanti senegalesi sono costretti a imparare l'arte dell'umiltà, chiedendo l'elemosina, degenerata in un vero e proprio sfruttamento infantile.
Ed è nuovo questo anno solo perchè una cifra è cambiata.
Tutto è come prima. Tutto ricomincia.
Ore 8.00 del 2 Gennaio 2007 : l' Italia è ancora l'Italia.

" Chi di te parla o scrive,
Che, rimembrando il tuo passato vanto,
Non dica: già fu grande, or non è quella?
Perchè, perchè? dov'è la forza antica,
Dove l'armi e il valore e la costanza?
Chi ti discinse il brando?
Chi ti tradì? qual arte o qual fatica
O qual tanta possanza
Valse a spogliarti il manto e l'auree bende?
"
( All' Italia -  Giacomo Leopardi ).

- julia - LaTogaStrappata® ( maredema ) 
Post Scriptum : Tanti Auguri

Capodanno scaramantico: riti e tradizioni del “non è vero ma ci credo”

Anno nuovo, vita nuova!
P
happy3er salutare degnamente il nuovo anno, pare non sia sufficiente levare in alto i calici o indossare qualcosa di nuovo, qualcosa di vecchio, qualcosa di regalato ed ovviamente qualcosa di rosso!
Esiste infatti una moltitudine di riti scaramantici dalle origini più curiose; tutti riconducibili all'intento di dimenticare le negatività e propiziarsi fortuna, amore, prosperità per l'anno a venire.
Accattivarsi la fortuna nella notte più festosa dell'anno, sembra essere un'arte che richiede piccoli gesti, rituali propiziatori, luci, colori, euforia e cibi invitanti.
In Malesia ci si trafigge il naso e la lingua con aghi minuti, in Argentina si buttano via i giornali,  in Giappone si suonano 108 rintocchi di campana, uno, per ogni peccato commesso dall'umanità, mentre in Cina, paese dei draghi, si lascia volare verso il cielo una miriade di draghi di carta; li si lascia volar via nell'infinito, dopo aver trascritto su di essi i problemi patiti durante l'anno trascorso.
L'Italia è il paese del buon cibo, e, per quanto sia invalsa l'abitudine di bruciare vecchi calendari, gettar via oggetti usati, o sparare petardi e fuochi d'artificio, è la tavola il luogo nel quale gli italiani, manifestano appieno le proprie tradizioni nell' ultima notte dell'anno.
Mangiare lenticchie, si sa, è auspicio di ricchezza e di buona sorte, ma a tavola non dovranno mancare anche uva, chicchi di melograno, mandorle, fichi secchi, datteri e l'intramontabile cotechino.
L'uva ha un significato sacro. Essa infatti, insieme al grano, è una delle offerte che il fedele porge a Dio durante la messa, sicché rappresenta la gratitudine dell'uomo per le grazie ricevute ed i desideri esauditi.
I chicchi di melograno, sono l'antico talismano che simboleggia la fedeltà coniugale, poiché, nel mito di Proserpina, fu proprio il gesto di addentare una melagrana, a legare indissolubilmente la dea agreste, al dio dell'Ade Plutone.
Mandorle ed uva passa, sono simboli di fecondità e denaro, mentre, tutti i frutti racchiusi in un guscio legnoso o spinoso, sembrano capaci di portare fortuna.
La tradizione popolare afferma infatti che, come il guscio ha protetto il frutto sino alla sua maturazione, così il frutto proteggerà con la sua forza, la persona che se ne nutre.
Durante la notte del 31 Dicembre, chi lo possiede dovrà accendere il camino ed alimentare il fuoco con estrema attenzione, poiché se esso dovesse spegnersi sarebbe presagio di sfortuna.
Gli innamorati, dovranno scambiarsi un bacio sotto il vischio, il portafortuna che i celti veneravano e chiamavano "acqua di quercia".
Il vischio, infatti, crescendo in simbiosi con la quercia, richiama i legami tra le persone e la tenacia dei sentimenti.
Ed è proprio con un rametto di vischio, che voglio fare a tutti voi gli auguri per un buon anno, convinta come sono che i legami tra le persone rendano la vita degna di essere vissuta, al di là delle amarezze, delle delusioni, dei problemi che la quotidianità ci riserva.
Buon Anno a tutti voi...che sia un anno di amicizia tra le persone.
scritto da: HO.PERSO.LA.DENTIERA su: Natodaunmousedemente


sabato 30 dicembre 2006

Saddam Hussein è stato impiccato

A
saddamhusseinlle 4 ore italiana di questa notte, il dittatore iracheno, Saddam Hussein è stato impiccato, le sue ultime parole le avrebbe rivolte al suo popolo " Restate Uniti e non fidatevi degli iraniani ".
Il presidente degli Stati Uniti, Bush, ha così commentato dinanzi all'avvenuta esecuzione " Giustizia è stata fatta ".
Ieri sera, numerosi appelli contro l'impiccagione anche da parte del Presidente del Consiglio italiano, Romano Prodi.
Il Vaticano: " Notizia tragica ".
Saddam - Welby = condannare un uomo all'impiccagione per punirlo dei crimini commessi. Aiutare un uomo sofferente a morire, facendo leva sul concetto di Pietas Umana. Contrapposizione ideologica, senza dubbio, con tanti contrasti etici e morali, uomini che si arrogano diritti a loro non riconosciuti. Ma con scopi e obiettivi diversi.
L'uomo che uccide un altro uomo: per punirlo o per salvarlo.
SADDAM E' MORTO !!!

CLICCANDO QUI POTRETE GUARDARE IL VIDEO DELL'ESECUZIONE,
messo a disposizione su Affari di Libero. 

- by    julia974   -

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scritto da: DannyDT

Noi Come Lui
La Corte d'Appello di Bagdad ha confermato la condanna a morte per impiccagione per Saddam Hussein. Condanna eseguibile entro 30 giorni.
La condanna in particolare gli è stata inflitta per il massacro di 148 sciiti avvenuto nel 1982 nel villaggio di Dujail.
Lo so, può sembrare un controsenso. Per uno accusato di tali e tanti crimini come Saddam, non dovrebbe esserci alcuna pietà. Anzi, forte dovrebbe essere la tentazione di far provare a lui ciò che egli ha inflitto alle sue numerose vittime. Ma io qui ribadisco la mia assoluta contrarietà all'applicazione di una pena che considero indice del grado di barbarie del popolo che ad essa ricorre.
Essere contro la pena di morte, non vuol dire invocare l'impunità per il colpevole. Anzi, Saddam merita una pena esemplare per i suoi numerosissimi crimini, ma questa non può in alcun modo coincidere con l'esecuzione capitale
Che a nessun uomo può essere dato di decidere della vita di un altro uomo, mai e in nessuna circostanza.
Firma anche tu la petizione di
Nessuno tocchi Caino.

E si fregano i Babbo Natale appesi!

P
babbonataleappesoer la serie: la gente non c'ha proprio niente da fà! Ho sentito al telegiornale che sono nati dei comitati di liberazione dei babbo natale appesi, sulla falsa riga del comitato di liberazione dei nani da giardino.

Sono ormai diversi anni che le solite illuminazioni ed addobbi per i balconi e finestre, le mitiche palline di plastica luminose, sono state sostituite dai tubi di gomma luminosi ma non solo da un paio di anni sono apparsi i babbo natale appesi che salgono delle graziose scalette a volte illuminate, oppure stanno spiaccicati su qualche finestra o penzolano ( e qui mi fanno proprio impressione) dai balconi.
Questi comitati, oddio creare comitati per staccare e rubare  babbo natale dal balcone, è come parlare di storie di ordinario manicomio, oppure stati di allucinazione del terzo tipo oppure non tengo proprio da fà che fare sta fesseria!

Uno dei più autorevoli si chiama: C.Li.B.A (Comitato Liberazione Babbi Natale Appesi). e hanno addirittura un manifesto:
Roma capitale non appende Babbo Natale.
Al suono di queste parole nasce la C.Li.B.A. : Campagna di Liberazione Babbi Natale Appesi la cui mission è la liberazione di tutti i babbo Natale pendenti, in questi giorni, da migliaia di finestre Italiane.
Babbo Natale, è noto, arriva su di una slitta trainata da renne e si cala dal camino; non si arrampica di certo su una scaletta come un ladro intenzionato a penetrare nell’appartamento dell’ignaro cittadino.
Ora con tutte le disgrazie anche quotidiane, perdere il proprio tempo in queste stronzate mi fa chiedere perchè non formare un comitato per aiutare la povera gente, oppure un comitato per raccogliere la mondezza per terra, oppure guarda voglio esagerare, un comitato per insegnare l'unicinetto a tutti, almeno avrebbe un senso.

Ma non solo, io al balcone mio ce metto quello che me pare, ma tu guarda questi, vogliono addirittura dire alla gente che decorazioni usare ma non solo : TE LE FREGANO durante la notte, cioè...l'ho pagate io!
Una cosa è certa, se mi toccano il babbo natale mio gli stacco na mano....

scritto da:sissunchi

Tu vuò fa’ l’italiano!


T
empo fa leggevo su qualche rivista che non so quale azienda aveva tirato fuori la (orrore! Con la kappa!) konopizza, la prima pizza da passeggio a forma di gelato.
A quello che mi ricordo, l’articolo era scettico sulle probabilità di riuscita della cosa, visto che gli italiani, questi tradizionalisti, la pizza preferiscono mangiarsela dentro al piatto e non portarsela a spasso. In effetti mi sa che l’autore dell’articolo è stato quanto mai profetico, perché non so voi, ma io di questa konopizza non ho più sentito parlare e neanche l’ho mai vista in giro.
Fatto sta che ieri mentre spulciavo la mia casella di posta, mi vedo
questa pubblicità: Pizzacono, the new way to eat pizza and go. Originally developed in US…
Cooooosa? Ahò, qualcuno glielo dicesse a questi americani che la pizza da passeggio l’abbiamo inventata prima noi (pure se, una volta tanto, era proprio meglio di no!)…e non in una versione, ma addirittura in due!
(So già che gli americani ameranno la pizza da passeggio come noi non potremmo mai…e se tanto mi dà tanto, dopo che la conopizza avrà preso piede in America, pure qua ci ritroveremo invasi da pizze da passeggio…scommettiamo?) 

venerdì 29 dicembre 2006

La Via della condanna

craxi" ...Tutto ei provò: la gloria maggior dopo il periglio,
la fuga e la vittoria,
la reggia e il tristo esiglio;
due volte nella polvere,
due volte sull'altar... "


L'
ode manzoniana, 



dedicata all'esilio napoleonico, appare perfettamente in simbiosi, come unico trait d' union, con la vicenda che, in questi giorni, scatenerà un'inevitabile ed inarrestabile sequela di polemiche, in perfetto stile italiano, neo repubblicano.
Hammamet, la città tunisina che per sette anni ha accolto e sostenuto, l'allora ex Presidente del Consiglio italiano, Bettino Craxi, dedicherà una strada, intitolandola proprio all'uomo politico, in occasione del 7° anniversario dalla sua scomparsa.
E c'è chi, tra i rappresentanti del principale partito italiano, Forza Italia, già propone una cosa simile anche per il nostro paese, magari a Roma o a Milano.
Correva l'anno 1994, quando da un albergo romano, Craxi uscì scortato da un numero indefinito di guardie del corpo, numerosi manifestanti cominciarono a lanciargli le famose monetine da cento lire al grido " prenditi anche queste, vuoi anche queste ??? " !!!
Due anni prima, un gruppo di giudici milanesi, tra cui l'allora PM Antonio Di Pietro, aveva dato vita a quella inchiesta che è passata alla storia come " Mani Pulite ".
Accusato di ricettazione, concussione, collusione con la mafia, fu condannato da una sentenza definitiva, mai scontata, allontanandosi dall' Italia, rimase in esilio in Tunisia fino alla sua morte, nonostante il mandato di cattura internazionale, in seguito proprio alle condanne al carcere ricevute.
La corruzione dei partiti politici era parte integrante della società di allora, giustificata dallo stesso Craxi, durante la sua difesa e da altri uomini politici, come indispensabile per l'autofinanziamento dei partiti.
L'illecito diveniva LECITO morale.
Oggi, in questo clima politico già tartassato da ideologie obsolete, con politici allo sbando, in assenza di personalità carismatiche, dove l'unico obiettivo sembra essere la discriminazione e la diffusione di odii e intolleranze, dopo la creazione di leggine anti-carcere pro detenuti illustri, si vorrebbe tentare di rivalutare nomi che hanno fatto la Storia dell' Italia. Si. Ma una storia di corruzione.
Qualcuno è stato santificato, ricevendo un posto fisso in parlamento, vita natural durante, qualcun altro riceverà una strada intitolata, qualcun altro ancora magari un busto in qualche piazza.
Ma basta appena un decennio per cancellare onte e disonori ??? E la Giustizia che peso ha in un Paese dove nonostante i reati, nonostante le condanne, si viene rivalutati e giustificati ???
Al di là, di ciò che l'uomo in Toga riesce ad applicare, assicurando una parvenza di giustizia umana, debellata, poi, dalle intromissioni politiche, nessuno potrà mai essere assolto dal Tribunale della propria coscienza ( Giovenale ).
scritto da: julia974

La mia Africa

Q
africa
uando ero bambina guardavo sempre una serie televisiva dal nome “Nata Libera”, che raccontava le avventure di una leonessa (Elsa) adottata cucciola da una famiglia e poi restituita alla savana.
Non ne perdevo una puntata. Era un appuntamento fisso dei miei pomeriggi.
Davanti alla televisione sognavo di avere anche io il mio leoncino con cui giocare, che mi sarebbe stato affezionato e che crescendo sarebbe diventato uno splendido leone dalla criniera fulva.
Erano i sogni di una bambina affascinata dalla natura africana, dai suoi colori e dai suoi animali, dalla sua gente….Finalmente, in un caldo mattino di Luglio il sogno si avvera…
....Meraviglia, stupore, incredulità... sono solo alcune delle emozioni che la mia mente ha provato attraversando la splendita terra d' Uganda…In particolare il tragitto per raggiungere Mulaghi, anche se faticoso e polveroso, ti fa entrare, come per magia, in un libro di Hamingway, dove l'immensità e lo splendore del paesaggio lasciano senza fiato, dove il caldo non pesa perchè non c'è spazio nella mente per senzazioni spiacevoli, dove, in un paesaggio disegnato con due colori, il rosso della terra ed il verde degli arbusti, sembra non esserci spazio per altri colori, eppure ogni tanto viene contrastato da piccoli villaggi, variopinti solo dagli abiti delle persone, nati sulla strada per approfittare del passaggio di genti in viaggio. All'improvviso ecco arrivare l'ora del crepuscolo. Il tramontare del sole trasforma tutto in uno spettacolo che è impossibile descrivere, le tonalità di rosso, di cui si colora il paesaggio, sono infinite, dal giallo al viola passando per varie gradazioni delll'arancione. Sembra poter toccare il sole con le mani, lo stesso sole che durante il giorno riscalda esageratamente l'aria a quest'ora irradia dei raggi che danno un tepore piacevole rendendo questo momento ancora più suggestivo.
E’  la prima volta che vedo l'Africa che ho sempre sognato da bambina guardando Quark e da adulta leggendo Hamingwey ed altri.
Le emozioni che si provano osservando quei paesaggi.. sono indescrivibili .... addormentarsi o meglio cercare di addormentarsi sentendo il richiamo degli animali è una cosa che non si può spiegare ... Scesa in terra d'Africa, rimasi a lungo in silenzio, mentre guardavo le aquile che planavano silenziose e libere sulle profondità della gola, sotto l'ombra del mango nodoso e solitario che cresceva come un contorto bonsai sull'orlo della lunga cresta in cima alla collina.Toccai la ruvida corteccia grigia e consunta di quell'albero straordinario, come per trarre forza e conforto dalla sua antica saggezza.
L'Africa era lì, sotto di me, in tutto il suo irrisolto mistero.
Però le emozioni più forti me le hanno date sicuramente i bambini ... I bambini dell'africa sono pazzeschi , ti parlano con gli occhi … I loro occhi si sintonizzano su ogni movimento dell'erba e delle foglie, il loro udito su ogni rumore. Il canto degli uccelli e del vento, gli stridi e i calpestii, i ruggiti e i barriti, i grugniti e gli sbuffi e i fischi, i latrati e le grida: i suoni dell'orchestra e del coro della natura non hanno segreti per loro. Imparano presto i misteri della vita e l'impassibile accettazione della necessità della morte quale parte del tutto." Il mio viaggio in Africa mi ha fatto scoprire la parte più bella di me....sono tornata a casa con una valigia piena di speranze e progetti per quei bimbi che ho lasciato laggiu: non si dimenticano quegli occhi, non si dimenticano quei sorrisi per un pugno di caramelle, quelle manine tese...
Mi parlavano di questo mal d'africa , sinceramente non ci credevo ...
Ma ora si.....
Come dimenticare i caldi colori, i profumi intensi e l'anima di una terra lontana. Una terra sconosciuta e sconfinata che mi ha attraversato il cuore lasciando in me un vuoto incolmabile. Il mal d'Africa potrebbe sembrare una leggenda metropolitana, ma solamente chi, come me, ha lasciato entrare dentro di se questa terra, può capire che significa. Ti toglie il respiro, ti senti parte di essa, ti ritrovi sotto un caldo temporale da cui non riesci a fuggire, come se il tuo corpo avesse davvero bisogno di ogni singola goccia per poter vivere, quasi fossi un fiore assetato, una bellissima Mangrovia che tende le sue radici li dove la laguna crea un piccolo delta prima di gettarsi in mare, come un onda oceanica che si lascia morire sulla sabbia bianca.
Il mal d'Africa esiste davvero ma non è una malattia che colpisce tutti, solo le persone sensibili ed attente a particolari situazioni possono esserne contagiati. Questa è la mia Africa, l'Africa dai paesaggi spettacolari, l'Africa dalle genti ospitali, l'Africa dai mille colori, l'Africa dove 3 donne su dieci muoino di parto, l'Africa dove la vita di un bambino è in bilico sul filo di una lama, L'AFRICA DA AIUTARE!!!!!
Nel salutarvi non posso fare altro che ringraziare le persone che hanno reso possibile la realizzazione di questa esperienza e la partecipazione ad emozioni che la nostra vita quotidiana sempre più ci priva.
In questo post vi racconterò del mio viaggio......e se avete curiosità, non esitate a chiedere..
Quel pezzo di africa che ho toccato, annusato, mangiato, odorato, vissuto mi rimarrà sempre presente.
Con la sua povertà e la sua ricchezza, con la sua voglia di vivere e la sua voglia di morire, con la sua vitalità e la sua tristezza...
L'africa è come è la vita.
infinita, diversa, contradditoria, colorata, semplice... 

Provate a dipingere

ARTE, PITTURA, DIPINGERE, GIACOMO SONAGLIA


A
Ingranaggivete mai provato a dipingere e perchè non lo fate? Forse da piccoli vi hanno detto che non ne eravate capaci, e adesso che siete cresciuti, considerate che non sia necessario, o utile disegnare. Qualcuno di voi la può ritenere una cosa da bambini, addirittura indecorosa, "sporcarsi le mani con tutto quel colore!!!" Ma vi è mai capitato di stare al telefono e di avere sotto mano un foglio, e fare dei piccoli scarabocchi, o dei veri e propri disegni? Vi sarete stupiti di come, senza pensarci siate riusciti a fare delle sagome, o delle linee circolari, davvero carine...e vi sarete domandati anche come mai al telefono, senza pensarci siete riusciti ad avere una mano sciolta su un pezzettino di carta, e invece davanti a un gran bel foglio bianco vi sentite impacciati e non sapete da che parte iniziare. Penso che il problema sia proprio che pensate di non saper disegnare, come da piccoli davanti all'alfabeto avete pensato che non l'avreste mai letto! Ma poi tutto è andato a meraviglia, e adesso riuscite addirittura a navigare in Web! Ma disegnare, una tortura? Eppure vi posso assicurare che disegnare con la mente sgombra da qualsiasi problema è una delle esperienze più belle di tutta la vita. Cercate di farlo come meditazione, prendete dei fogli di carta e dei colori, poneteli davanti alle vostre mani. Poi mettete della musica che, come si dice, vi ispiri. Quando ne sentirete la voglia incominciate a colorare il foglio davanti a voi pensando che state colorando la musica che ascoltate. Potete colorare il foglio di un solo colore, a macchie, disegnarci scarabocchi, anzi se volete provate a farlo a occhi chiusi, e ma soprattutto non giudicate quello che state facendo. Non siete a un concorso per la migliore opera d'arte, state cercando soltanto di far uscire la vostra energia interiore attraverso i colori su un foglio. Roba che all'asilo avete già fatto tantissime volte, quindi, niente paura, non è un'angosciante cosa nuova! Lasciate scorrere attraverso le vostre mani tutto quello che avete dentro e tiratelo fuori usando i colori.


Il dipinto ed il testo sono opera di: Jasondgl2  (Giacomo Sonaglia Pittore romano) pubblicati su : L'ARTE...LA MIA VITA

giovedì 28 dicembre 2006

Tsunami: due anni fa l’onda assassina

L
tsunamie 07:59 del 26 dicembre 2004:
 

un terremoto di violenza inaudita - magnitudo 8,9 della scala Richter, il piu' forte degli ultimi 40 anni, con epicentro in mare aperto, al largo di Sumatra - colpi' il sud-est asiatico . La scossa provoco' un maremoto e, quindi, un'onda anomala che, accumulando sempre maggiore potenza nella sua corsa, si abbatté dapprima sulle coste dello Sri Lanka, poi, via via, su quelle di Thailandia, Indonesia, India, Maldive e Malaysia, fino ad arrivare in Africa.
Una massa imponente d'acqua, alta molti metri, che provoco' morte e distruzione prima investendo le coste, e dopo, quando si ritiro' verso il mare aperto trascinando con sé centinaia di persone. Il numero dei morti e dei dispersi provocati dallo Tsunami e' stato, secondo i dati dei governi dei Paesi coinvolti nella catastrofe, di 229.361. Il tributo piu' alto, in questo drammatico conteggio, e' stato quello dell'Indonesia, con 131.934 morti e 37.066 dispersi. Poi lo Sri Lanka (35.322 tra morti e dispersi), la Thailandia (5.395 morti e 2.817 dispersi). I morti italiani furono 40.
Alle 09:25 del 26 dicembre le autorita' dello Sri Lanka avevano gia' dichiarato lo stato di disastro nazionale. Alle 18:44, ora italiana, giungevano testimonianze drammatiche.
In Thailandia, meta tradizionale del turismo occidentale e asiatico, l'isola di Phuket, resa famosa perché scelta come location di alcuni film di James Bond, apparve a un testimone "un disastro con tutti i ristoranti e i locali distrutti".
Da un'altra isola, Koh Phi Phi, altrettanto famosa (per il film "The Beach" con Leonardo Di Caprio), un altro testimone, Mike Williams, disse: "Sentivamo urlare, mentre un'enorme onda saliva dal mare, invadeva la strada... decine di automobili venivano portate via come dei giocattoli. Era terrificante". I bilanci si aggravarono di ora in ora. In Indonesia, dove le vittime accertate alla fine saranno oltre 130 mila, la provincia piu' colpita fu quella di Aceh. In India (piu' di 12 mila morti accertati) le aree piu' flagellate furono il Tamil Nadu con la capitale Madras, e quello dell'Andhra Pradesh, tutti e due nell'India meridionale, dove le vittime si sono avute soprattutto tra i pescatori.
Con il calare della notte sull'Asia si parlava di 30.000 morti - la Croce rossa internazionale affermava di averne accertati 23.700 - e gli esperti gia' dicevano che il numero dei morti poteva essere di 100.000. Senza contare le eventuali vittime di epidemie. I turisti stranieri cercavano di lasciare i vari Paesi. Scene di caos si verificarono all'aeroporto di Phuket. Moltissimi i viaggiatori che rimasero a lungo isolati in zone troppo difficili da raggiungere e con le comunicazioni interrotte. Poi, dopo settimane, il terribile bilancio definitivo: quasi 230 mila morti.

tratto da: Croce e delizia

mercoledì 27 dicembre 2006

Mario Scaramella è un prigioniero politico?

SCARAMELLA, MITROKHIN, LITVINENKO, SPIONAGGIO


M
scaramella03gario Scaramella è stato arrestato alla vigilia di Natale al suo arrivo all'aeroporto di Napoli impedendogli di fatto qualsiasi contatto con i media. Alcuni magistrati evidentemente ritenevano necessario mettere subito in arresto un uomo accusato di calunnia, peccato che per un reato minore come questo che io ricordi, nessuno è mai finito in galera, per non parlare che in Italia in galera non riusciamo più neanche a tenerci i criminali, quelli veri.
Ma entriamo nello specifico. Scaramella ormai come molti sanno è un consulente della commissione Mitrokhin ed è stata l'ultima persona ad incontrare Litvinenko, l'ex spia russa oppositore di Putin avvelenato con il polonio 210 dal KGB ( adesso  FSB ) a Londra. Sapendo che era disponibile a collaborare quest'uomo e stato messo stranamente in galera per l'accusa di calunnia quando per un reato simile al massimo si chiedono risarcimenti, come mai allora questa urgenza di mettere in carcere subito prima di natale una persona incensurata per poi sentirlo solo dopo che i magistrati avranno passato serenamente le feste tra panettoni torroni e spumante ?! Che urgenza c'era ? Come mai tanto accanimento per un reato di opinione, perche come tale andrebbe considerato.
Ricordiamoci che questo arresto è stato preceduto da una campagna di Repubblica centrata su un'intervista ad un altro esule russo a Londra anche lui ex spia del KGB, Oleg Gordievsky, il quale sembrava dire che Scaramella e Guzzanti ( presidente della commissione ) erano parte di un piano per screditare Prodi. In realtà Gordievsky adesso afferma tutto il contrario ed è solidale con tutti e due, dice che Repubblica ha manipolato la sua intervista e che basta guardare quella cassetta per rendersi conto che dice il vero, peccato che dal giornale di De Benedetti ci fanno sapere che la cassetta con l'originale non la trovano più, che sbadati. Gordievsky afferma insiema alla polizia britannica che il piano per uccidere Litvinenko prevedeva di avvelenarlo appena prima che incontrasse Scaramella in modo che la colpa ricadesse sull'italiano ma hanno esagerato nelle dosi per cui anche scaramella insieme ad altri sono stati contaminati. Quindi, secondo il "teste" che Repubblica ha usato per attaccare Scaramella e perciò di conseguenza Guzzanti, in realtà Scaramella era la vittima del piano del KGB che cercava di farlo apparire come la persona che aveva versato il polonio nel cibo di Litvnenko, ma dove il KGB ha fallito a quanto pare arrivano a supporto Repubblica e dei fedelissimi magistrati italiani.
Oltre a questa intricata vicenda, la cosa interessante che dice è quella che ho notato anche ripetuta in quasi tutti i libri e interviste degli ex ufficiali del KGB che si trovano adesso in occidente. Anche Gordievsky sostiene che i base alle sue esperienze che:
Domanda: Lei pensa che quello che ha scritto Repubblica in questi giorni sia autentico e corretto ?
"io ho molti fondati sospetti su quel giornale e non soltanto su quello, Il KGB pagava giornali e spesso giornalisti occidentali e li usava per costruire il falso  usandolo contro l'occidente"

martedì 26 dicembre 2006

Eutanasia

I
eutanasianutile spendere ancora troppe parole sull’argomento.
Vi invito però a riflettere su una cosa: è possibile accettare di concedere un “diritto” di morire a chi poi non può pentirsene?
Forse mi sbaglio, ma per quanto ragionato possa essere, il desiderio di morte è sempre il segno di un profondo sconforto, di una solitudine che ti uccide nei pensieri ancor prima che nel corpo; è un qualcosa di innaturale.
Gli uomini sono nati per vivere; non per decidere quando morire.
Ma poi, chi può dire veramente che una volta staccata la spina ci sia l’oblio in cui annegare il proprio dolore?
Chi può senza indugio assumersi la responsabilità di assecondare una “scelta” da cui non si può più tornare indietro?
Non è una questione di bigottismo nè di laicità, ma molto più semplicemente di rispetto della Vita, in qualunque forma Essa si presenti agli occhi degli uomini.
Il problema, forse, sta proprio qua: nei nostri occhi: sono difettosi, velati da uno schermo che fa apparire inutile ciò che non segua determinate linee.
La Vita non è solo fisicità: è sopratutto Amore, spirito, essenza, intelligenza, passione, sentimento.
Come decidere senza indugi di spegnere quel corpo malato in cui però ancora agiscono tutte quelle “funzioni” vitali che ci permettono di amare ed essere amati, apprezzare ed essere apprezzati?
Il corpo è solo uno strumento, un involucro che difende le nostre qualità personali, la nostra personalità.
Chiunque, infatti non è solo una persona, ma è proprio una personalità che interagisce, anche inerte, con le persone che le stanno accanto e che si sviluppa anche ad occhi chiusi grazie a quei modi dell’essere che stanno oltre la fisicità di qualche ossa e un panno di pelle.
Siamo tutti degni di vivere…e nessuno è degno di morire.
A differenza della morte, che non è mai dignitosa, la Vita, seppur ridotta ad un lume quasi spento rimane sempre l’espressione della dignità d’ogni uomo.
Non cediamo alle tentazioni pietose dell’Eutanasia.
Mortificheremmo il nostro corpo e sopratutto, uccideremmo la nostra Vita, quella fatta per gli altri, apprezzata dai propri cari, vissuta per darle un senso profondo…che non può trovare risposte nel dire addio a tutti…e a sè stessi.
Io sono anche per la vita, come si puo' notare, ma d'altra parte bisogna anche cogliere alcuni tratti essenziali,e dico essenziali parlando della libertà di decidere della propria vita, con qualsiasi conseguenza che nel campo religioso- cristiano è peccato: TOGLIERE O TOGLIERSI LA VITA......
Penso che si abbia tutto il diritto di voler morire, infondo se l’eutanasia è richiesta da un malato terminale ma, sano di mente mi pare cosa più che giusta. Quindi è stupido far continuare a “vivere” in modo niente affatto dignitoso una persona che non vuole restare. E’ fatto una scelta difficile, ma lecita. Non  faccio mille giri di parole perchè non servono. Non penso che, chiedere la morte sia andare contro natura, contro natura è l’accanimento terapeutico, non l’eutanasia.
Ma continuo a pensare e riflettere:
Chi è in grado di decidere quali sono i criteri che rendono una vita meno dignitosa delle altre?
allora perchè non pensare che non sia giusto per nessuno vivere senza dignità, prescindendo dalle sue decisioni, bensì semplicemente verificando che quella persona non rispetta quei determinati target?
mi chiedo se sia possibile dare ad una persona la possibilità di compiere una scelta senza potervi ripensare.
mi chiedo se veramente l’uomo abbia raggiunto la superbia di poter decidere di metter fine a quel miracolo, non da lui voluto, che si chiama Vita.
Ma il fatto che una persona è stesa su un lettino e per andare avanti è attaccata a tubi e tubicini quando il cervello non reagisce. Ecco, io vedo questo assolutamente non dignitoso.
NON SO MI VIENE SOLO DA DIRE CHE ADESSO BISOGNA SOLO RISPETTARE LA PERSONA CHE NON C'E' PIU':  WELBY

Oppresso dall’ottusità umana scrivo…

CONSUMISMO, SISTEMA MONETARIO, POVERTA', SPRECHI, FAME NEL MONDO
P
ronzensare a quanti altri infiniti modi ci sono di gestire questo pianeta mi provoca nausea solo guardandomi intorno..
l'uomo e' talmente intelligente da risultare stupido nelle sue scelte, decisioni e prese di posizione .. l'avidità e l'irrefrenabile bisogno di accaparrarsi spazi, oggetti e materia rende il sistema in cui viviamo statico, vizioso e a dir poco obsoleto! costringendo ognuno di noi a considerare costanti e variabili che non hanno senso .. o meglio, ce l'hanno per chi, in questo modo, "conta", per chi ha il potere ..
ma il potere esiste per via del modo in cui viviamo e siamo costretti a vivere e a quei "pochi" che, come me, hanno la possibilità di perdere tempo davanti a un pc senza morire di fame, da la possibilità di arrogarci il diritto di ciò che possediamo .. !
in realta' il possesso delle cose, degli oggetti e' un concetto tanto primitivo quanto infettivo: dalla notte dei tempi la corsa al possesso ha scatenato guerre, violenze e ingiustizie .. il tutto per il sentimento intrinseco dell'uomo di sentirsi padrone di un qualcosa che, in verita', padrone non ha.
ora .. io dico: aboliamo il sistema monetario, sconvolgiamo i sistemi di attribuzione delle classi sociali (che probabilmente verrebbero a scomparire) .. un sol uomo per una sola causa:
il sano ed equilibrato sviluppo!
che la tecnologia sia in mano della collettività e le risorse Terrestri siano studiate dagli uomini di Scienza ed equamente distribuite a tutti .. che ognuno lavori per se e per l'altro che gli da la possibilità di esistere e che il piu' forte AIUTI il piu' debole e non si approfitti di lui !
solo fantasticherie!? non lo so .. forse arrivera' il giorno nel quale non solo io penso ciò che penso .. e allora le cose cambieranno !
la mia Speranza, in questo senso, morira' soltanto insieme a me ..

scritto da: ronzolomeo   su: Fluido Verbale

Non si può morire per un lampione

U
lampionena tragedia assurda ha posto fine alla vita di una madre di due figlie. A Napoli, in via Caracciolo, un lampione cade sulla strada nel momento sbagliato. Infatti, in quel preciso istante passa per quella strada, con il suo scooter, la 37enne Fabiola Di Capua, che viene colpita in pieno. Nonostante indossasse il casco, la donna è morta sul colpo. Fabiola lascia il marito e due figlie, di cui una di otto mesi.
Sembra che il lampione fosse corroso dalla ruggine e sia caduto per colpa del vento. Ma sarà l'inchiesta che è stata aperta che fornirà l'esatta dinamica dell'accaduto.
Questa era una tragedia che poteva essere evitata, se solo ci fosse un pò di manutenzione per le strade di Napoli. Evidentemente il Sindaco è impegnato a pensare ad altro, se sono ormai 10 mesi che le strade sono ovunque piene di buche e i crolli sono frequenti. Infatti, oggi un altro lampione è caduto sulla strada all'altezza dell'uscita Arenella, sulla Tangenziale. Solo la fortuna ha evitato un'altra tragedia.
Un consiglio, evitiamo di fare durante queste feste le solite "napulitanate", anche in rispetto della famiglia della vittima.
Quindi niente festa dell'anno nuovo caro Sindaco.

tratto da: Maxso's Blog

domenica 24 dicembre 2006

Hanno rubato la stella cometa…

H
stellacometara la notte di Natale, un soffio, come un vento leggero, simile a una carezza mi ha svegliata….era troppo buio, un buio innaturale….il cielo non aveva stelle, l’aria non aveva il magico profumo che inebria e allarga il cuore in notti come questa….solo una voce si sentiva venire dal cielo, un sussurro….”hanno rubato la stella cometa…”
Solo io sentivo quella voce? Nelle case intorno voci di festa. risate, tavole imbandite, nessuno sentiva o nessuno ascoltava? Eppure qualcuno doveva accorgersi che il cielo non aveva stelle, qualcuno doveva sentire: l’avvocato, il notaio, il ricco industriale, l’operaio. Nessuno…nessuno ascoltava, in fondo cosa importa se manca la stella cometa?
Altre voci, voci di bambini, come un tam tam che viaggiava invisibile “ andiamo, andiamo a cercarla” e quelle voci avevano un volto: il bambino soldato con il mitra in spalla, il bambino violato nel suo intimo, il bambino che lavora in fabbrica, il bambino che tiene per mano una mamma tanto stanca, il bambino che vive in una scatola di cartone, un piccolo esercito di anime pure, di anime che volevano quella stella cometa.
Chi era il ladro? Perché? Dove nascondere un tanta luce? Si può nascondere la luce e al suo posto rendere il buio?
E nel buio in questa notte che doveva essere magica, al freddo….partirono a cercare quel fascio di luce, che indica la nascita, la rinascita, la luce, la voglia di un nuovo giorno, camminavano tenendosi per mano, uniti in unico desiderio, ridare a quella notte il suo senso, la sua magia, erano bellissimi i loro visi, camminare senza sapere dove…ma solo sapendo perché…
Iniziò a nevicare, altre anime stupende si erano aggiunte….i 3 bimbi di una mia amica, scesi dal cielo per dare una mano, si anche il mio bambino e i vostri bambini,  un vecchio hangar  abbandonato, si fermarono a riposare.Il bimbo soldato lasciò fuori il suo mitra, l’altro la sua casa di cartone, piano piano  come se lasciassero dei doni, anche il bimbo operaio lasciò in terra il suo lavoro e quello a cui avevano rubato la gioia, abbandonò in terra il dolore a vederli da lontano era un presepe fuori da ogni realtàl a mamma stanca strinse a se il suo bimbo, il suo bimbo di pochi anni che si prendeva cura di lei…..e il ladro?
Il ladro li guardò e capì….solo allora capì che nessuno può rubare una stella cometa….ci sono tante persone, che l’hanno dentro la vita, la magia, il mistero della notte di Natale e che vicino al cuore hanno una stella cometa tutto l’anno, nulla lui poteva contro questo, si sentì meschino e solo…piano…in silenzio pose in cima all’hangar la stella rubata, aggiunse luce alla luce, andò via da solo sconfitto….era Natale di nuovo….
Buon Natale a tutti…..

scritto da: sissunchi

sabato 23 dicembre 2006

Il Cinema Polpettone



C
ome ogni anno, in prossimità del Natale, le sale cinematografiche di tutta Italia sono prese d'assalto da adulti e bambini, per trascorrere un paio di ore in allegria, senza pensieri, ridendo, distraendosi, sprecando un pò di tempo.
L'obiettivo sarebbe quello di rilassarsi un pò, distaccandosi dalla frenesìa del fare quotidiano. Ma non è sempre così.
Parcheggi affollati, code ai botteghini, sedie piene di pop corn di chi ha visto lo spettacolo precedente e la delusione alla fine del film, accompagnata dalla fatidica frase " che cazzata " !!!
Natale è il periodo in cui si accumulano al Cinema tutti i polpettoni peggiori: quest'anno la famosa coppia De Sica- Boldi, divisasi in seguìto a contrasti personali, si fa la guerra con due film, rispettivamente " Natale a New York "  ed  " Olè ", in quest'ultimo accanto a Boldi, ritroviamo l'attore napoletano più amato del momento, Vincenzo Salemme.
Le commedie di De Sica e di Boldi sono sempre state super piene di trash, zeppe di farse, di equivoci, incesti, parolacce, volgarità, insomma dei veri polpettoni. Quest'anno l'attore romano riprende il filone già seguito negli anni passati e sembra, stando ai primi dati, che stia vincendo la sua battaglia con gli incassi. Boldi, con Salemme, avrebbero dato vita ad un film comico, ma diverso e, a quanto pare, il loro film non riesce a decollare.
Anche quest'anno, dunque, ci aspettano i polpettoni.
Possibile che non ci sia un'alternativa più decente ???
Dove è andata a finire la vera comicità di artisti come Sordi, Totò, lo stesso Vittorio De Sica con la Loren ???
Siamo a Natale, ormai,  ed anche questo sarà il Natale dei calendarietti con le donnine nude, dei supermercati affollati, dei parcheggi caotici, del traffico cittadino, il Natale dei polpettoni cinematografici.
Davvero deprimente.
E in tutto questo, gli italiani pagano il prezzo più alto possibile: la perdita della qualità.
Ma sembra che essa, ormai, non interessi più a nessuno.
O forse aveva semplicemente ragione uno dei personaggi del film più bello di Benigni, La vita è bella, quando disse: " Nulla è più necessario del superfluo ".
scritto da: julia974

venerdì 22 dicembre 2006

Oltre i muri della vergogna

B
No_Warrandelli di carne esposti come quarti di bue macellati, l’aroma del sangue ancora caldo scende a rivoli dai tronchi mozzati. Sento quel profumo, quel nettare oscuro di carnume putrefatto penetrarmi le narici.
Prendo la palla di stracci cercando di non inciampare sulle membra piovute dal cielo durante l’ultimo attacco. Nulla cambia attorno a me, nulla varia dall’inizio della mia vita, da, quando gli occhi si sono aperti innanzi all’orrore.  Non c’è vita oltre questa vita, non c’è speranza per noi, imprigionati dietro quel muro infame che ci fa prigionieri in un ennesimo campo di concentramento a cielo aperto, chiamato da altri con nome diverso.
Tutto doveva essere dimenticato. Tutto doveva essere ricordato degli orrori del millennio passato, ma quei morti bruciati, carbonizzati, quei cadaveri ridotti in cenere oggi sono con noi e mi tengono la mano.  La sento, la tocco, è scheletrica e ossuta come la mia. Il suo stomaco grida per la fame come il mio. Il suono è il medesimo, come uguale l’atrocità che ha subito, e ora i miei occhi precocemente adulti vedono attorno e in me.
Mi parla all’orecchio, ma altri non possono udirlo, ascolto le sue preghiere rivolte a J.H.V.H, rivolte a Adonai. Sento la sua mano sfiorare la mia, e con un gesto m’invita a rivolgermi al mio Dio, ad Allah, lo stesso Dio assente ieri come oggi, dei nostri sacri testi.
Dov’era Adonai in quei campi passati, dov’è ora Allah? Forse nascosto oltre quel muro? Forse è nascosto e ascolta silenzioso le nostre comuni preghiere?

Tocco con la mente la sua Kippa, tocca con lo spirito la mia Keifa. Lo stesso tessuto lavorato dall’uomo, lo stesso Dio, la stessa Fede, lo stesso dolore, la stessa morte. La morte.

Vorrei poter vedere il suo sorriso, vorrei che potesse vedere il mio sorriso in cerca di una speranza rivolta al futuro assente.
Prendo la palla tra le mani, è sporca di terra e imbrattata di sangue. Ho le dita chiazzate, le dita nere e la mente intorpidita per le grida stridule che odo.
Si avvicina l’ennesima sera, l’ennesima notte infernale, dove il cielo sarà illuminato a giorno dai razzi traccianti, dove altri innocenti saranno sacrificati per un olocausto senza fine.
Oggi come allora nessuno vuole sentire il pianto degli innocenti. Oggi come nel millennio passato in troppi chiudono gli occhi, si tappano le orecchie innanzi al genocidio che si sta compiendo, innanzi allo sterminio indiscriminato che quotidianamente si compie.
Oggi come allora parlano i politici, parlano i proclami pubblici, e gridando si addossano le colpe l’uno all’altro, ma è sui nostri capi che cadono i missili, sono sui capi dei nostri fratelli di là del muro che cadono i nostri missili causando terrore distruzione e morte.
Valiamo meno dei granelli di sabbia sulla spiaggia, siamo povere pedine di una scacchiera impazzita, pedine senza re e regine, perché come vili vivono protetti, osannati e riveriti, mentre la nostra tavola è vuota, lo stomaco grida, e negli occhi non abbiamo più lacrime per piangere i genitori, fratelli sorelle e amici perduti.
Siamo colpevoli! Sì colpevoli come i nostri fratelli gasati  e cremati. Colpevoli d’avere un Dio diverso, d’avere una Fede nata dagli stessi padri, ma la discendenza degenere si è frantumata e divisa, leggendo, scrivendo, narrando e creando muri d’incomunicabilità e odio.
A chi rivolgo la mia preghiera? Alla Mecca?  Non posso prostrarmi a terra nella giusta direzione, perché attorno a me, nulla vedo se non desolazione, morte e mura che salgono al cielo? Al Dio degli Ebrei? Implorando pietà affinché metta fine alla nostra tribolazione e abbia clemenza di noi presunti infedeli al suo cospetto? Al Dio dei Cristiani, che secondo le loro usanze sarà ricordata la sua nascita tra pochi giorni? Lo stesso Dio che ci chiama infedeli, come noi chiamiamo loro crociati infedeli?
No, quest’anno non rivolgerò alcuna preghiera a nessun Dio umano. Non compirò alcun sacrificio a nessuna divinità musulmana ebrea o cristiana. Oggi mi riunirò in silenzio tenendo per mano il mondo, tenendo nel cuore quanti vorranno elevare una preghiera per quei morti sterminati dall’uomo in tutti i millenni passati, riflettendo sugli orrori che oggi vedo davanti a me.
Non guarderò le loro religioni, ma i loro cuori, sapendo d’avere accanto quell’amico che sorridendomi con la sua mano ossuta si sistema la Kippa, e con l’altra m’accarezza la Keifa, infondendomi con un sorriso la certezza di un futuro oltre quel muro, dove in passato aveva letto per migliaia di volte: “Il lavoro rende liberi”.



scritto da: Marco Bazzato poeta, scrittore, pubblicista, pittore.
Un nuovo amico di Blog Penna Calamaio: Marco Bazzato:
scopri chi è.
Il suo blog su
libero e su blogspot


mercoledì 20 dicembre 2006

Il Partito Democratico

R
itorniamo su un tema inutile: il Partito Democratico
Ma perchè la fanno così lunga?
Se ci fossero le premesse per un nuovo partito riformista, credo che in un anno si sarebbe fatto. Invece così non avviene.
Perchè nessuno al di fuori degli addetti ai lavori si chiede e si spiega il perchè? Io da un anno a questa parte me lo son chiesto e spiegato.
Qualcuno può crederci, qualcun altro no.
Io avevo simpatia per il pds e avevo simpatia e speranza riposte nell' Ulivo, un simbolo mediterraneo, che rappresentava forza e saggezza, e che dava i suoi frutti.
Nel 1995 nacque l'ulivo, voluto da Romano Prodi, e fu l'alleanza del centrosinistra, in cui erano raccolti tutti i partiti, esclusi i neocomunisti del partito di rifondazione comunista.
C'erano quindi anche i popolari e rinnovamento italiano (Dini), formazioni di stampo democristiano che decisero di incamminare un percorso di riformismo di sinistra, abbandonando  l'idea di una coalizione di centro.
Poi le cose cambiarono, e l'ulivo diventò una federazione tra ds, margherita (che raccoglie i popolari) e lo sdi, con la partecipazione dei repubblicani europei.
La formazione si strinse ancora con l'abbandono dello sdi. 
A oggi quel che era l'unità del centrosinistra sembra essersi trasformato in un mero accordo "obbligato" tra ds e margherita.
Non solo, iniziano a chiamarlo "partito democratico". Ma perchè questo cambio di passo?
Come mai si vuol concludere la sinistra italiana a codesto modo?
I ds non hanno mai presentato un candidato premier alle elezioni. I ds non aumentano voti negli anni. Vincendo le elezioni hanno preso l'uno per cento di piu' di quando perse. E quando era pds, perdendo prendeva il 20%. e i ds rispetto al pds sono una formazione piu' ampia, che contiene i liberali, i repubblicani, i crstiano-sociali, i comunisti unitari.
Eppure ha perso appeal e voti negli anni.
Qual è la soluzione? Chiedersi il perchè e trovare il comportamento politico adeguato. Qual è la soluzione piu' semplice? Trovare nuovi accordi con una formazione corposa per creare virtualmente un grande partito.
La margherita accetta ma alle sue condizioni: i ds devono stare al servizio della margherita. E siccome i popolari ed ex democristiani sono la maggioranza...ecco il danno. Vogliono si chiami "partito democratico".
I ds insistono nel far entrare la nuova formazione nel pse(partito socialista europeo) ma la margherita"giustamente" non ci sta.
Chiediamocelo pure noi: se si chiama "partito democratico", perchè non può entrare "naturalmente" nel partito democratico europeo?
Strano che non si accetta, d'altronde è la formazione europea della margherita.
Forse perchè gli unici a fare rinunce sono i ds, e non vogliono uscire dal pse. eppure se partito democratico è, proprio nel pde deve entrare.
Inoltre, un nuovo partito si fa quando ci sono affinità, si condividono valori comuni, non è un matrimonio forzato, ma un connubio accettato con gioia da entrambe le parti. Eppure popolari da una parte, socialisti dall' altra stridono ai continui dibattiti. Eppure gli altri procedono con cautela e strategia degna di una partita di scacchi.
L'unità deve essere di intenti, non forzato di partiti. L'unità di intenti fa si che anche piu' partiti possano stare insieme per migliorare l'italia. Altresì un connubio forzato fa si che all' interno ci siano piu visioni e divisioni, pur stando nello steso partito.
Quindi, forse è il caso di frenare, di aspettare che la margherita digerisca la sbornia post-democristiana definitivamente, che salga la nuova classe dirigente, e che naturalmente si avvicinino le idee delle due formazioni, propense ad una linea laico-moderata, ma di sinistra.
inserto: rifondazione comunista tenta di spiegarci la finanziaria 2007 con parole semplici
..
Tratto da:     (RiGiTaN's)


martedì 19 dicembre 2006

Lasciatelo andare in pace!

A
ddio, Signori che fate della tortura infinita il mezzo, lo strumento obbligato di realizzazione o di difesa dei vostri valori - scrive Piergiorgio Welby.
 
welby
Quali valori?
Difesa della vita?
Persino "accanimento terapeutico" mi sembra un eufemismo, quando non è più terapia, ma prolungamento di un'agonia.. io la chiamo TORTURA quella che viene spacciata per "difesa della vita", anche in un caso estremo come il dramma di Welby... quando una persona che soffre, senza alcuna speranza di miglioramento, nellla fase terminale di una malattia che paralizza e reca dolore sempre più atroce, chiede di esser lasciata andare, con il conforto di una sedazione che dia sollievo nel momento del trapasso, non si può parlare di omicidio o aiuto al suicidio per l'unico atto di pietà che viene chiesto!
Accettare di non poter impedire una morte e renderla almeno meno dolorosa e umiliante è ben diverso che procurare la morte.
I principi astratti messi avanti alle persone concrete rivelano l'assenza di pietà di chi difende la "Vita", senza rispetto per le singole vite vere, concrete, uniche, irripetibili e preziose, degne di esser vissute sempre, se c'è la volontà o la fede, sempre degne di rispetto, nella volontà di non finirle nello strazio anche.

Vita è tutto…

V
ita è tutto....la terra infreddolita, il sole pallido, la pioggia torrenziale dell'autunno; la campagna deserta e silenziosa, bianca di brina dell'inverno; lo stupore fresco e profondo di chi osserva la primavera; uno scoiattolo che nell'incendio del mattino estivo, corre di qua e dilà senza meta... le onde azzurre di un mare in tempesta...
Vita è tutto....
L'infanzia confidente, la giovinezza, la maturità, la vecchiaia dolce e struggente, il desiderio di un quieto riposo, una rinnovata pace fiduciosa...
Vita è tutto....è freschezza, è originalità... effusioni d'amore e di dolore... fervida immaginazione... creatività, la piega più nascosta dell'animo umano... la serenità della natura...
Vita è tutto....è sogno... è speranza... è favola, realtà... è arte... una lacrima, sorriso... un dolce pensiero che abbaglia la mente... è ricerca di un sentimento sincero, come l'amicizia e di uno forte come l'amore !!!... è una porcheria (secondo alcuni), un capolavoro (secondo altri)... è musica, è timoroso silenzio... un rapido frusciare e un lento incalzare del tempo...

La vita è bella per chi la sa amare... ed è crudele per chi la vuole odiare !!!
IO SCELGO DI AMARLA....
mymoon
"...ogni giorno ti ruba qualcosa, nessun ripensamento...è come se la vita richiedesse un pegno per i momenti in cui ti concede di esistere..."
venere_891

Anoressia e TV

E'
di questi giorni la notizia relativa ad alcuni provvedimenti presi per cercare di arginare il devastante fenomeno dell’anoressia. Apprendo che coloro che lavorano nel campo della moda (stilisti, gestori di agenzie pubblicitarie, ecc…) hanno deciso di impegnarsi per promuovere un’immagine della donna “più in carne”, lontana dai miti della magrezza fino ad adesso ostentati. Bella iniziativa!! Lodevole, si, ma tutt’altro che sufficiente!!!
Ascoltando il TG mi sono venuti in mente tutti i genitori di adolescenti. Speriamo nn venga loro trasmesso il messaggio che basta impedire alle proprie figlie di vedere e imitare donne molto magre per considerare scacciato il fantasma dell’anoressia nervosa!! Questa è una malattia molto grave che trova la sua origine più profonda in un vissuto di sofferenza che spesso non ha nulla a che vedere con il mondo della moda o della TV.
Relativamente alle cause, sicuramente l’ideale socioculturale caratterizzato da magrezza ed esilità è un probabile veicolo attraverso il quale si diffonde la repulsione ad ingrassare (Devison e Neal, 2000), ma come possiamo trascurare a priori tutti gli altri fattori determinanti!!
Sorvolando, a malincuore, sulle altre possibili determinanti genetiche, neurofisiologiche e culturali, da un punto di vista psicologico (Devison e Neal, 2000) ciò che prioritariamente e improrogabilmente va chiamato in causa è l’ambiente in cui crescono i giovani, la famiglia, lo stile educativo e la qualità delle relazioni significative (quella con la madre in primis).
Cosa penso dunque?? Penso che la storia è lunga, quello sulle modelle è a mala pena un capitolo, e, per giunta, uno dei capitoli più semplice da scrivere… Ben altre fatiche ci attendono!!!
BUON LAVORO!!!
zizzola1

Fotografando



M
i permetto di aggiungere qualche mia personale considerazione.
Ci sono fotografie che non rappresentano solo delle immagini, ma vanno ben oltre, ci invogliano a sognare, ad immaginare, a fantasticare, dandoci la possibilità di volare con gli occhi della fantasia, per poi planare sulla Terra della materialità, dove spesso camminiamo tra le foglie disperse dal vento sul sentiero della VITA.
un Grazie a  " forsee " per averci regalato questo spaccato di VITA.
...

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