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martedì 26 dicembre 2006

Eutanasia

I
eutanasianutile spendere ancora troppe parole sull’argomento.
Vi invito però a riflettere su una cosa: è possibile accettare di concedere un “diritto” di morire a chi poi non può pentirsene?
Forse mi sbaglio, ma per quanto ragionato possa essere, il desiderio di morte è sempre il segno di un profondo sconforto, di una solitudine che ti uccide nei pensieri ancor prima che nel corpo; è un qualcosa di innaturale.
Gli uomini sono nati per vivere; non per decidere quando morire.
Ma poi, chi può dire veramente che una volta staccata la spina ci sia l’oblio in cui annegare il proprio dolore?
Chi può senza indugio assumersi la responsabilità di assecondare una “scelta” da cui non si può più tornare indietro?
Non è una questione di bigottismo nè di laicità, ma molto più semplicemente di rispetto della Vita, in qualunque forma Essa si presenti agli occhi degli uomini.
Il problema, forse, sta proprio qua: nei nostri occhi: sono difettosi, velati da uno schermo che fa apparire inutile ciò che non segua determinate linee.
La Vita non è solo fisicità: è sopratutto Amore, spirito, essenza, intelligenza, passione, sentimento.
Come decidere senza indugi di spegnere quel corpo malato in cui però ancora agiscono tutte quelle “funzioni” vitali che ci permettono di amare ed essere amati, apprezzare ed essere apprezzati?
Il corpo è solo uno strumento, un involucro che difende le nostre qualità personali, la nostra personalità.
Chiunque, infatti non è solo una persona, ma è proprio una personalità che interagisce, anche inerte, con le persone che le stanno accanto e che si sviluppa anche ad occhi chiusi grazie a quei modi dell’essere che stanno oltre la fisicità di qualche ossa e un panno di pelle.
Siamo tutti degni di vivere…e nessuno è degno di morire.
A differenza della morte, che non è mai dignitosa, la Vita, seppur ridotta ad un lume quasi spento rimane sempre l’espressione della dignità d’ogni uomo.
Non cediamo alle tentazioni pietose dell’Eutanasia.
Mortificheremmo il nostro corpo e sopratutto, uccideremmo la nostra Vita, quella fatta per gli altri, apprezzata dai propri cari, vissuta per darle un senso profondo…che non può trovare risposte nel dire addio a tutti…e a sè stessi.
Io sono anche per la vita, come si puo' notare, ma d'altra parte bisogna anche cogliere alcuni tratti essenziali,e dico essenziali parlando della libertà di decidere della propria vita, con qualsiasi conseguenza che nel campo religioso- cristiano è peccato: TOGLIERE O TOGLIERSI LA VITA......
Penso che si abbia tutto il diritto di voler morire, infondo se l’eutanasia è richiesta da un malato terminale ma, sano di mente mi pare cosa più che giusta. Quindi è stupido far continuare a “vivere” in modo niente affatto dignitoso una persona che non vuole restare. E’ fatto una scelta difficile, ma lecita. Non  faccio mille giri di parole perchè non servono. Non penso che, chiedere la morte sia andare contro natura, contro natura è l’accanimento terapeutico, non l’eutanasia.
Ma continuo a pensare e riflettere:
Chi è in grado di decidere quali sono i criteri che rendono una vita meno dignitosa delle altre?
allora perchè non pensare che non sia giusto per nessuno vivere senza dignità, prescindendo dalle sue decisioni, bensì semplicemente verificando che quella persona non rispetta quei determinati target?
mi chiedo se sia possibile dare ad una persona la possibilità di compiere una scelta senza potervi ripensare.
mi chiedo se veramente l’uomo abbia raggiunto la superbia di poter decidere di metter fine a quel miracolo, non da lui voluto, che si chiama Vita.
Ma il fatto che una persona è stesa su un lettino e per andare avanti è attaccata a tubi e tubicini quando il cervello non reagisce. Ecco, io vedo questo assolutamente non dignitoso.
NON SO MI VIENE SOLO DA DIRE CHE ADESSO BISOGNA SOLO RISPETTARE LA PERSONA CHE NON C'E' PIU':  WELBY



JON.L
JON.L il 26/12/06 alle 19:20 via WEB
una domanda... perchè luomo può intrvenire protrando a tempo indeterminato l'agonia di una persona, che senza intervento morirebbe senza lunghe angosce, e questo è ritenuto lecito?Mentre lo stesso essere uomano, quando decide che forse è meglio non protrarre quella tortura, da lui stesso provocata, oltre viene ritenuto illecito moralmente? Io metterei la questione sullo stesso piano. Se mi permetto di intervenire sulla morte prima, perchè non posso farlo in senso inverso, quando comprendo di aver fatto più del male che del bene?


polystyrene
polystyrene il 27/12/06 alle 04:32 via WEB
Ma che cosa ha la morte di indegno? Essa non è degna, nè indegna, è ciò che esiste quando la vita non c'è più, è il naturale destino di ogni essere vivente. Il desiderio di morte va di pari passo con il desiderio di vita, non c'è nulla di innaturale in questo (Freud docet). E qui mi arresto, perchè in questo post mi sono persa come in un labirinto pieno di vicoli ciechi: hai affermato tutto e il suo contrario; il tuo pensiero è contraddittorio e reso ancor più confuso da una sintassi selvaggia. Ho fatto uno sforzo sovrumano, considerata l'ora tarda, ma confesso di non aver capito infine come la pensi.


ilariacz
ilariacz il 27/12/06 alle 12:04 via WEB
polysturene,hai ragione sul fatto che nn cè niente di così assurdo nel destino di ogni vivente: vivere o morire.se ritieni di nn aver compreso penso dovresti leggere più attentamente....e poi qui nn si tratta di dire da che parte stare, io nn prendo nessuno posizione a riguardo, ma solo dico quello che mi viene sia i pro che i contro...tutto qua nn penso ma rifletto cosa che ognuno dovrebbe fare....


ilariacz
ilariacz il 27/12/06 alle 12:16 via WEB
Jon, nell'immediatezza di una morte che appare ormai inevitabile ed imminente "è lecito in coscienza prendere la decisione di rinunciare a trattamenti che procurerebbero soltanto un prolungamento precario e penoso della vita" poiché vi è grande differenza etica tra "procurare la morte" e "permettere la morte": il primo atteggiamento rifiuta e nega la vita, il secondo accetta il naturale compimento di essa. La linea di comportamento verso il malato grave e il morente dovrà dunque ispirarsi al rispetto della vita e della dignità della persona; dovrà perseguire lo scopo di rendere disponibili le terapie proporzionate, pur senza indulgere in alcuna forma di "accanimento terapeutico";


JON.L
JON.L il 27/12/06 alle 14:41 via WEB
Eh già... dovrà, condizionale, ma dunque se è così evidentemente semplice la questione, perchè tutto questo clamore, scandalo e dicotomie? Perchè evocare parole come omicidio come peccato,perchè arrogarsi il diritto di decidere per un altro e pretendere in nome di un presunto dio che questa persona non è degna di un funerale Cattolico, visto che egli lo è stato tutta la vita? Mi sembra che quello che tu hai affermato possa essere logico, umano, eticamente condiviso da chuiunque; cosa esiste allora dietro tutto questo? forse una piccola perdita di poter decisionale da parte di una casta, una categoria che detiene un primato in termini di imposizioni e di conseguenza voti? o qualcosa di molto più fine e sottile, che sfugge alla comprensione dei più????


il.corsaro.nero
il.corsaro.nero il 27/12/06 alle 16:43 via WEB
"Perchè evocare parole come omicidio come peccato,perchè arrogarsi il diritto di decidere per un altro e pretendere in nome di un presunto dio che questa persona non è degna di un funerale Cattolico, visto che egli lo è stato tutta la vita?" Dietro tutto ciò esiste l'appartenere ad una Fede e nello stesso tempo viverla con tutti i suoi dettami regole e piaceri fino in fondo fino all'ultimo. Questo naturalmente è riferito solo a chi ha Fede, per un laico io ritengo sia piu che giusto avere la possibilità di vivere nel convincimento piu pieno che ogni suo diritto sia rispettato in tutto, ma anche qui abbiamo delle regole... in primis il diritto alla vita che è contemplato in ogni legge di ogni stato, e nessuno ha IL DIRITTO di levare la vita ad un altro essere umano, parlare di perdita di potere... mi sembra sempre la famosa guerra contro la Chiesa. quello che alla fine rimane è solo il convincimento che lo Stato dovrebbe spendere piu in scenza,ricerca e assistenza per chi soffre e meno fregnacce in oasi ambientali e stupidità varie.


JON.L
JON.L il 27/12/06 alle 18:52 via WEB
lo stato è il primo a non essere coerente con le sue leggi ed a non decidere quello che laicAMENTE IN QUANTO PER DEFINIZIONE TALE, DOVREBBE Fare. La chiesa invece dovrebbe essere tale e come tale lasciare che a decidere se sia o meno colpevole per una decisione così profonda e dolorosamente vissuta( in quanto per essa di colpa e peccato si parla ) a quel Dio che si pretende di gestire in qualsiasi religione lo si trovi...


ilariacz
ilariacz il 27/12/06 alle 16:48 via WEB
D'accordissimo con il corsaro nn mi va di aggiungere altro...solo dico che se si fa una scelta nella propria vita deve rispettarne il suo iter senza devianze...


ildiariodellalinda
ildiariodellalinda il 27/12/06 alle 23:06 via WEB
Volevo raccontare una piccola storia: 5 anni fa il padre di mio marito era su un letto di ospedale, io ero accanto a lui con una bellissima pancia con dentro la mia prima piccola Linda e accanto a me c'erano i figli, la sorella, la moglie ... tutti i cari e aspettavano morisse. Poi miracolosamente si è ripreso e la mia bambina è morta appena nata. Lui non credeva di poter più conoscere nuovi nipoti e pensava di non vedermi arrivare alla fine di una nuova gravidanza, invece di gravidanze ne ha viste altre due e ha visto soffiare anche la prima candelina della mia bambina più piccola. E se avessimo staccato la spina? Gli avremmo tolto 5 anni. E' solo un'esperienza personale. Ilaria


il.corsaro.nero
il.corsaro.nero il 28/12/06 alle 00:35 via WEB
ilaria cosa dire... la vita da e la vita prende.... ma è la vita e nn l'uomo. sono con te al 100 % senza remore, la spina nn si stacca.


JON.L
JON.L il 28/12/06 alle 10:19 via WEB
La spina, se vuoi saperlo si stà staccando già da molto tempo, da quando l'uomo ha deciso di intromettersi sulla natura e ha visto quali siano a volte i risultati, solamente che si fa sottobanco ed i modi fraudolenti e coperti, accade più spesso di quanto si immagini ed è risaputo, solamente che prevale l'ipocrisia e la falsa morale e si preferisce che accada di nascosto, con un tacito cosnesno, ma se invece accade come per l'ultimo caso, che se ne faccia pubblicità e la cosa venga risaputa, allora non è più lecito, è come per l'aborto, esisteva da sempere ed era illegale, fin tanto che con batttaglie si è riusciti a riportarlo alla luce del sole ed ad affrontare una cosa che è un imperativo morale affrontare... Posso assicurarti che vengono praticate innumerevoli forme di eutanasia nelle corsie degli ospedali, con il tacito consenso ed accordo anche delle famiglie che la chiedono, quindi forse... è il caso che sia tutelata e gestita secondo un etica condivisa e tramite una comissione che ne definisca i termini ed i modi, piuttosto che messa dietro la lavangna e non sia visibile. Capisco che certe cose è più comodo esistano, ma siano nascoste ed a farne ricorso spesso sono proprio quelli che alla luce del sole ne proclamano la loro contrarietà, ma tutto ciò rende indegno uno stato, come scrivi tu di " presunto" diritto. Mi dispiace molto scrivere questo,( e spero che mai debba accadere), ma credo certamente che se ti dovesse capitare di vivere una situazione del genere con te stesso o un tuo caro, molto probabilmente con il tempo potresti cambiare radicalmente posizione. Ho avuto modo, nel mio lavoro, di incontrare frequentemente situazioni del genere e nessuno, dico nessuno di chi le ha subite e vissute si è dichiarato contrario ad una forma di eutanasia. Certe cose si devono vivere sulla pelle prima di comprenderle chiaramente fino in fondo...


il.corsaro.nero
il.corsaro.nero il 28/12/06 alle 12:57 via WEB
jon proprio perche questo tipo di soluzione finale, per usare una definizione hitleriana, praticata in maniera silenziosa e delittuosa ai danni di malati e/o terminali mi spaventa, e mi spaventa il fatto che si giunga alla proliferazione assurda di questa pratica. Io sono un appartenete all'AIDO e ne sono fiero, il pensiero che dopo la mia hem hem morte i miei organi possano essere d'aiuto ad altri mi consola perche egoisticamente penso che la mia vita continui. Se mi succedesse di ritrovarmi in una situazione di lunga agonia chiederei in tutti i modi, come fanno altri, che facessero tutte le prove possibili e inimmaginabili pur di riuscire a vivere, e ti dico di piu, per l'amore che mi lega a tutti i miei cari anche su di loro chiederei ogni sperimentazione possibile pur di riaverli. Il mio prof di Diritto diceva sempre: "anche la più brutta vita è sempre meglio della piu bella morte".


JON.L
JON.L il 28/12/06 alle 22:16 via WEB
questa affermazione può nascere solamente da chi non conosce e non ha conosciuto le svariate situazioni che si possono " vivere" prima di morire... Quante persone hai visto morire' quante persone hai potuto accompagnare alla morte, quante situazioni hai avuto modo di vedere concretamente consumarsi alla morte? Io non ricordo più tutti i volti, le situazioni, i nomi, le storie il dolore, la fatica di morire di molti di loro, ma ho molto bene presente e chiaro quale strada possa essere quella che accompagna all'ultima porta e se mi fosse concesso le proporrei a chiunque, per far comprendere cosa significhi vivere e morire, cosa sia dignità, dolore sofferenza... E con questo veramente chiudo, non si può far comprendere cosa sia un tramonto maestoso ad un cieco, ne una dolcissima melodia ad un sordo.


ilariacz
ilariacz il 28/12/06 alle 14:21 via WEB
concordo pienamente con il corsaro,e penso che “finchè c’è vita c’è speranza”.Ritengo che la vita vada accettata senza sè e senza ma. Vivere ha i suoi lati positivi e purtroppo anche quelli negativi. Certo poi bisogna trovarsi nelle condizioni di tante persone che stanno soffrendo e di coloro che vi sono vicino. Forse è la disperazione di tali condizioni che ti fa venire la voglia di farla finita, forse è vedere i tuoi cari soffrire e sacrificarsi per molto tempo che ti fa dire “staccate la spina”.E poi c’è il fatto che ogni tanto accade qualche miracolo… come ci poniamo davanti a tali situazioni che magari non si ritenevano possibili?Detto questo credo che il punto di vista politico sia altrettanto complesso visto che nel dibattito non possono non entrare i credo personali di ciascun parlamentare. Ma ritengo che si debba discutere, ciascuno deve abbattere i propri muri pro o contro ed ascoltare gli altrui argomenti.Personalmente, se il nostro fosse un Paese maturo, lascerei libertà di coscienza, ma ho troppa paura che si sceglierebbe sempre la strada più facile ed emotiva. pur essendo prevista una apposiata norma che vieta qualsiasi trattamento sanitario contro volonta' nn si specifica se il rifiuto sia estensibile anche a quelle terapie necessarie per la vita del paziente.Ammettere una tale possibilita' infatti porrebbe in contrasto tale norma con la indisponiblita' della vita che è un principio generale del nostro ordinamento.La norma andrebbe quindi interpretata nel senso di vietare qualsiasi trattamento sanitario fino se ed in quanto nn pregiudichino la vita del paziente.Il problema radica la sua delicatezza proprio nella imposibilita' di ammettere l'eutanasia senza intaccare l'indisponibilita' del bene della vita.Il problema potrebbe risolversi con un bilanciamento tra interessi parimente generali come quello ad una vita dignitosa.La situzione penso sia un po' piu' delicata e complessa di come prospettato. Leggo molte prese di posizione, per così dire, etiche, morali e comportamentali, ma poche riflessioni di tipo medico-legale che, invece, entrano nella sostanza del problema in termini giuridici. Vorrei ricordare a voi tutti che, sempre per legge, il paziente può rifiutare le cure che gli vengono proposte o somministrate, fintantochè egli non si ritrova in imminente, attuale e reale pericolo di vita. Questa condizione, infatti, sempre secondo il nostro codice giuridico, configura ciò che è riportato nell'art. 54 del c.p., in base al quale il trovarsi in imminente, attuale e reale pericolo di vita, toglie, di fatto, la capacità del paziente, fino a quel momento sancita di diritto, di disporre della propria salute, per affidare il bene supremo della vita al medico che, in quel momento, coglie di fatto, l'essenza di tale pericolo, immanente e reale, per la sopravvivenza del soggetto. Può piacere o meno, si può essere d'accordo o meno, ma, di fatto, chiunque può decidere, se è in grado d'intendere e volere, di "farsi staccare la spina", ma, al momento in cui le condizioni cliniche precipitano verso l'agonia della morte, il medico è OBBLIGATO ai sensi dell'art. 54 del c.p. a ripristinare quelle terapie che possono salvare la vita del paziente. Egli, infatti, in condizioni di agonia, non viene più ritenuto capace d'intendere e volere, per cui la sua volontà decade, come le scelte compiute fino a quel preciso istante in base alla volontà fino a quel momento espressa. Su questa base, credo, verrà incriminato il medico che ha aiutato Welby a morire. In questa dicotomia, infatti, si confiugura il reato di omicidio di consenziente. Il tutto in omaggio ai canoni della medicina legale.


il.corsaro.nero
il.corsaro.nero il 28/12/06 alle 16:49 via WEB
oggi al TG1 il Ricci ha dichiarato che non rifarebbe piu tale atto............ questo penso chiuda ogni polemica.


JON.L
JON.L il 28/12/06 alle 22:17 via WEB
deve solo tutelarsi...


ilariacz
ilariacz il 28/12/06 alle 18:25 via WEB
Sono d'accordo con te......Si chiude ogni polemica


JON.L
JON.L il 28/12/06 alle 22:25 via WEB
ho dei forti dubbi che si potrà chiudere così facilmente; è solo l'inizio, di certo non è chiudendo gli occhi che si risolvono i problemi, essi continueranno ad esistere e a riproporsi sempre con più forza ed intensità, mentre quel sottobosco di cui parlavo continuerà a funzionare dietro un paravento, per non disturbare la vista, la consapevolezza e per non dover chiedere una posizione chiara ad un problema creato dall'uomo...


ilariacz
ilariacz il 29/12/06 alle 13:32 via WEB
Ho l'impressione, Jon, che tu stia cercando in ogni cosa a polemizzare sempretutto quello che si discute...almeno a mio avviso questo è uno dei problemi che piu', al giorno d'oggi,è di grande significato per l'umanità intera in tutti i suoi campi...si chiude qui nn perchè si è menefreghisti, ma perchè tutto quello che noi persone umane siamo capaci di scrivere, pensare arriva fino ad un certo punto....nn si è geni in niente e nessuno sa cosa è meglio fare o indicare agli altri....


JON.L
JON.L il 29/12/06 alle 14:08 via WEB
io invece ho l'impressione che tu ti stia sbagliando di grosso,primo non polemizzo su tutto ma solo si di un argomento con rigor di causa, solitamente non esprimo pareri in ciò che non conosco, secondo, le mie non sono polemiche, ma solamente la mia visione di questo preciso argomento, che sostengo con forza ed impegno, in quanto conosco fin troppo bene di cosa stiamo parlando, cosa che spesso non accade a molti; conoscendone la portata, la gravità, il dolore che può procurare e tutto il contorno che lo circonda, e comprendendone fino in fondo le problematiche e la questione, mi sento in dovere di sostenere il mio pensiero. Quello che intendo non è decidere per altri, ma affrontare la questione apertamente, con tutti i nessi e connessi che comporta e non nasconderla dietro ideologie religiose o false etiche e morali, non nascondendola la si può risolvere, ma solo affrontandola chiaramente nonostante la complessità e le difficoltà che essa comporta, per dare una risposta, sia a chi ne è contrario che a chi è a favore, ma soprattutto a chi la vive in prima persona e non può decidere nemmeno per se stesso. Confido comunque nel buon senso e nell'umana giustizia, per quanto limitata e cieca possa essere... Sono quindi certo che , magari con del tempo, ma si arriverà sicuaramente ad un confronto che non potrà che essere positivo per la soluzione, come lo è stato in altri stati, molto più avanti di noi... Una cosa è certa, il problema rimane e dovrà essere afrontato comunque sia, e questo sarà anche merito di Pier Giorgio, che ha dimostrato il coraggio e la forza in nome di molti altri, che si trovano in condizione di non poter decidere, ma di dover subire...


ilariacz
ilariacz il 29/12/06 alle 14:31 via WEB
Indubbiamente è "L'ARGOMENTO" di cui bisogna assolutamente occuparsi...Cito una frase di Schopenauer:"LA VITA E I SOGNI SONO I FOGLI DI UNO STESSO LIBRO-LEGGERLI IN ORDINE E' VIVERE-SFOGLIARLI A CASO E' SOGNARE"... Non aggiungo altro


JON.L
JON.L il 29/12/06 alle 14:56 via WEB
bene, ti piacciono le citazioni: questa di shopenauer, la trovi sulla colonna di lato del mio blog, assieme ad un altra altrettanto vera: E’ facile nel mondo seguire le opinioni del mondo; è facile nella solitudine seguire le proprie; ma il grande uomo è colui che anche in mezzo alla folla mantiene con perfetta dolcezza l’indipendenza dalla solitudine. S.Bambarèn Ma non è certo con le citazioni che si risolvono questioni che vertono prettamente su principi o metodiche in uso nell'attuale socità moderna, il progersso ha sicuramente portato benefici, ma con essi anche degrado e problematiche conseguenti... Una di queste è il nostro caso, troppo semplice lavarsene le mani e voltare le spalle. La differenza fra un bimbo ed una persona matura stà nel saper accettare le responsabilità, sapendo subirne le conseguenze e ricercando le soluzioni.


ilariacz
ilariacz il 29/12/06 alle 20:02 via WEB
Penso che nessuno se ne stia lavando le mani.Noi possiamo solo dire la nostra, dare opinioni, ma non di certo risolvere questi tipi di problemi che a mio avviso dovrebbero riguardare alle persone che stanno al di sopra di noi.Non credi???


JON.L
JON.L il 29/12/06 alle 20:19 via WEB
credo che al di sopra di noi ci sia solo Dio... e noi tutti siamo Co-responsabili di ogni evento e situazione il non schierarsi, propoporsi parlare, tacitamente legalizza il fare di chi ci rappresenta e rappresenta noi tutti come stato, nazione ed esseri umani...


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