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lunedì 18 dicembre 2006

L'AIDS dilaga...e la Chiesa?

hiv
E'
da tempo che esiste l'AIDS, ormai, e mentre le cure avanzano, allungando la vita nel mondo occidentale, nelle altre parti del globo la strage e i salti di generazioni non si contano più, ma la domanda che tutti si pongono è: e la Chiesa che dice? Bah, discute se "concedere" l'uso del preservativo all'interno della coppia se uno dei due è sieropositivo, mentre continua a predicare l'astinenza e  i valori di coppia, in un vicolo cieco da cui, ormai, non credo ne esca più. L'ultima occasione la si è avuta quando il Papa ha ricevuto gli accrediti di diplomatici di alcuni paesi e non ha perso occasione di ribadire l'astinenza e non ha chiuso la porta al preservativo se uno dei due è infetto: tutto qui? E tutto il resto? Si pensa davvero che bastino queste cose per fermare un'infezione che sta distruggendo almeno una generazione nei paesi non occidentali? E le differenze culturali che pur ci sono, nonostante la globalizzazione e la penetrazione religiosa? E le cure in capo a chi sono? Allo Stato oppure ai singoli ? (e naturalmente chi non può pagare, e sono la maggioranza, faccia ricorso agli sciamani o rifugga nella preghiera, altro non c'è.
Quanto costerà, in termini di vite, quest'approccio così poco realistico? In termini statistici fra qualche anno, ora c'è solo la speranza che le organizzazioni laiche riescano a far capire, a questi nostri simili, che, invece, l'uso del preservativo è fondamentale e che solo così si riuscirà a circoscrivere l'espandersi dell'infezione. Intanto in Italia? Qui l'infezione, in mancanza di una seria politica di informazione soprattutto ai più giovani, sta ricominciando a marciare soprattutto in alcune regioni, ma almeno abbiamo la possibilità di accedere a cure gratuite o quasi ed è già una bella possiblità, ma manca tutto il resto e con questa politica pavida da un alto e i cattolici aggressivi politicamente dall'altro, non si parla nememno di campagne informative.
Peccato, questo si che è peccato, perchè in questo modo si omette la possibilità di evitare di infettarsi soprattutto per i più giovani (quelli meno informati).
scritto da: ninograg1 su: XXI Secolo ?



JON.L
JON.L il 18/12/06 alle 15:58 via WEB
L'ottusità, l'ipocrisia, dilagano ovunque, il buon senso e la luce fanno fatica a schiarire quelle tenebre che vogliono gestire un vulcano che eruttando distruggerà ogni cosa: un velo scuro non può impedire al sole di sorgere, ma solo ascurare la vista e rendere incerto il passo di chi avanza in un mondo, dove regna un maleodorante senso di giustizia e perbenismo, che stride sempre più fortemente con le problematiche ed il rapido avanzare del giorno.


julia974
julia974 il 19/12/06 alle 10:12 via WEB
Quello che manca nelnostro paese è una politica di informazione sulle malattie che ci affliggono quotidianamente e con le quali, paradossalmente, abbiamo comicniato a convivere. L' AIDS è solo una di queste. Ce ne sono tante altre, come la sclerosi, il cancro....e la ricerca è sempre troppo limitata, senza fondi sufficienti. Anche i danni provocati dal fumo potremmo mettere in conto in questo enorme calderone. Non mi stancherò mai di dire e sostenere che l'informazione e la diffusione di notizie e dati è fondamentale, indispensabile.

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