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venerdì 29 dicembre 2006

La mia Africa

Q
africa
uando ero bambina guardavo sempre una serie televisiva dal nome “Nata Libera”, che raccontava le avventure di una leonessa (Elsa) adottata cucciola da una famiglia e poi restituita alla savana.
Non ne perdevo una puntata. Era un appuntamento fisso dei miei pomeriggi.
Davanti alla televisione sognavo di avere anche io il mio leoncino con cui giocare, che mi sarebbe stato affezionato e che crescendo sarebbe diventato uno splendido leone dalla criniera fulva.
Erano i sogni di una bambina affascinata dalla natura africana, dai suoi colori e dai suoi animali, dalla sua gente….Finalmente, in un caldo mattino di Luglio il sogno si avvera…
....Meraviglia, stupore, incredulità... sono solo alcune delle emozioni che la mia mente ha provato attraversando la splendita terra d' Uganda…In particolare il tragitto per raggiungere Mulaghi, anche se faticoso e polveroso, ti fa entrare, come per magia, in un libro di Hamingway, dove l'immensità e lo splendore del paesaggio lasciano senza fiato, dove il caldo non pesa perchè non c'è spazio nella mente per senzazioni spiacevoli, dove, in un paesaggio disegnato con due colori, il rosso della terra ed il verde degli arbusti, sembra non esserci spazio per altri colori, eppure ogni tanto viene contrastato da piccoli villaggi, variopinti solo dagli abiti delle persone, nati sulla strada per approfittare del passaggio di genti in viaggio. All'improvviso ecco arrivare l'ora del crepuscolo. Il tramontare del sole trasforma tutto in uno spettacolo che è impossibile descrivere, le tonalità di rosso, di cui si colora il paesaggio, sono infinite, dal giallo al viola passando per varie gradazioni delll'arancione. Sembra poter toccare il sole con le mani, lo stesso sole che durante il giorno riscalda esageratamente l'aria a quest'ora irradia dei raggi che danno un tepore piacevole rendendo questo momento ancora più suggestivo.
E’  la prima volta che vedo l'Africa che ho sempre sognato da bambina guardando Quark e da adulta leggendo Hamingwey ed altri.
Le emozioni che si provano osservando quei paesaggi.. sono indescrivibili .... addormentarsi o meglio cercare di addormentarsi sentendo il richiamo degli animali è una cosa che non si può spiegare ... Scesa in terra d'Africa, rimasi a lungo in silenzio, mentre guardavo le aquile che planavano silenziose e libere sulle profondità della gola, sotto l'ombra del mango nodoso e solitario che cresceva come un contorto bonsai sull'orlo della lunga cresta in cima alla collina.Toccai la ruvida corteccia grigia e consunta di quell'albero straordinario, come per trarre forza e conforto dalla sua antica saggezza.
L'Africa era lì, sotto di me, in tutto il suo irrisolto mistero.
Però le emozioni più forti me le hanno date sicuramente i bambini ... I bambini dell'africa sono pazzeschi , ti parlano con gli occhi … I loro occhi si sintonizzano su ogni movimento dell'erba e delle foglie, il loro udito su ogni rumore. Il canto degli uccelli e del vento, gli stridi e i calpestii, i ruggiti e i barriti, i grugniti e gli sbuffi e i fischi, i latrati e le grida: i suoni dell'orchestra e del coro della natura non hanno segreti per loro. Imparano presto i misteri della vita e l'impassibile accettazione della necessità della morte quale parte del tutto." Il mio viaggio in Africa mi ha fatto scoprire la parte più bella di me....sono tornata a casa con una valigia piena di speranze e progetti per quei bimbi che ho lasciato laggiu: non si dimenticano quegli occhi, non si dimenticano quei sorrisi per un pugno di caramelle, quelle manine tese...
Mi parlavano di questo mal d'africa , sinceramente non ci credevo ...
Ma ora si.....
Come dimenticare i caldi colori, i profumi intensi e l'anima di una terra lontana. Una terra sconosciuta e sconfinata che mi ha attraversato il cuore lasciando in me un vuoto incolmabile. Il mal d'Africa potrebbe sembrare una leggenda metropolitana, ma solamente chi, come me, ha lasciato entrare dentro di se questa terra, può capire che significa. Ti toglie il respiro, ti senti parte di essa, ti ritrovi sotto un caldo temporale da cui non riesci a fuggire, come se il tuo corpo avesse davvero bisogno di ogni singola goccia per poter vivere, quasi fossi un fiore assetato, una bellissima Mangrovia che tende le sue radici li dove la laguna crea un piccolo delta prima di gettarsi in mare, come un onda oceanica che si lascia morire sulla sabbia bianca.
Il mal d'Africa esiste davvero ma non è una malattia che colpisce tutti, solo le persone sensibili ed attente a particolari situazioni possono esserne contagiati. Questa è la mia Africa, l'Africa dai paesaggi spettacolari, l'Africa dalle genti ospitali, l'Africa dai mille colori, l'Africa dove 3 donne su dieci muoino di parto, l'Africa dove la vita di un bambino è in bilico sul filo di una lama, L'AFRICA DA AIUTARE!!!!!
Nel salutarvi non posso fare altro che ringraziare le persone che hanno reso possibile la realizzazione di questa esperienza e la partecipazione ad emozioni che la nostra vita quotidiana sempre più ci priva.
In questo post vi racconterò del mio viaggio......e se avete curiosità, non esitate a chiedere..
Quel pezzo di africa che ho toccato, annusato, mangiato, odorato, vissuto mi rimarrà sempre presente.
Con la sua povertà e la sua ricchezza, con la sua voglia di vivere e la sua voglia di morire, con la sua vitalità e la sua tristezza...
L'africa è come è la vita.
infinita, diversa, contradditoria, colorata, semplice... 

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