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giovedì 28 dicembre 2006

Tsunami: due anni fa l’onda assassina

L
tsunamie 07:59 del 26 dicembre 2004:
 

un terremoto di violenza inaudita - magnitudo 8,9 della scala Richter, il piu' forte degli ultimi 40 anni, con epicentro in mare aperto, al largo di Sumatra - colpi' il sud-est asiatico . La scossa provoco' un maremoto e, quindi, un'onda anomala che, accumulando sempre maggiore potenza nella sua corsa, si abbatté dapprima sulle coste dello Sri Lanka, poi, via via, su quelle di Thailandia, Indonesia, India, Maldive e Malaysia, fino ad arrivare in Africa.
Una massa imponente d'acqua, alta molti metri, che provoco' morte e distruzione prima investendo le coste, e dopo, quando si ritiro' verso il mare aperto trascinando con sé centinaia di persone. Il numero dei morti e dei dispersi provocati dallo Tsunami e' stato, secondo i dati dei governi dei Paesi coinvolti nella catastrofe, di 229.361. Il tributo piu' alto, in questo drammatico conteggio, e' stato quello dell'Indonesia, con 131.934 morti e 37.066 dispersi. Poi lo Sri Lanka (35.322 tra morti e dispersi), la Thailandia (5.395 morti e 2.817 dispersi). I morti italiani furono 40.
Alle 09:25 del 26 dicembre le autorita' dello Sri Lanka avevano gia' dichiarato lo stato di disastro nazionale. Alle 18:44, ora italiana, giungevano testimonianze drammatiche.
In Thailandia, meta tradizionale del turismo occidentale e asiatico, l'isola di Phuket, resa famosa perché scelta come location di alcuni film di James Bond, apparve a un testimone "un disastro con tutti i ristoranti e i locali distrutti".
Da un'altra isola, Koh Phi Phi, altrettanto famosa (per il film "The Beach" con Leonardo Di Caprio), un altro testimone, Mike Williams, disse: "Sentivamo urlare, mentre un'enorme onda saliva dal mare, invadeva la strada... decine di automobili venivano portate via come dei giocattoli. Era terrificante". I bilanci si aggravarono di ora in ora. In Indonesia, dove le vittime accertate alla fine saranno oltre 130 mila, la provincia piu' colpita fu quella di Aceh. In India (piu' di 12 mila morti accertati) le aree piu' flagellate furono il Tamil Nadu con la capitale Madras, e quello dell'Andhra Pradesh, tutti e due nell'India meridionale, dove le vittime si sono avute soprattutto tra i pescatori.
Con il calare della notte sull'Asia si parlava di 30.000 morti - la Croce rossa internazionale affermava di averne accertati 23.700 - e gli esperti gia' dicevano che il numero dei morti poteva essere di 100.000. Senza contare le eventuali vittime di epidemie. I turisti stranieri cercavano di lasciare i vari Paesi. Scene di caos si verificarono all'aeroporto di Phuket. Moltissimi i viaggiatori che rimasero a lungo isolati in zone troppo difficili da raggiungere e con le comunicazioni interrotte. Poi, dopo settimane, il terribile bilancio definitivo: quasi 230 mila morti.

tratto da: Croce e delizia
 
redelconsumismo
redelconsumismo il 28/12/06 alle 14:52 via WEB
Ciaoooooooo! :-))

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