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martedì 19 dicembre 2006

Lasciatelo andare in pace!

A
ddio, Signori che fate della tortura infinita il mezzo, lo strumento obbligato di realizzazione o di difesa dei vostri valori - scrive Piergiorgio Welby.
 
welby
Quali valori?
Difesa della vita?
Persino "accanimento terapeutico" mi sembra un eufemismo, quando non è più terapia, ma prolungamento di un'agonia.. io la chiamo TORTURA quella che viene spacciata per "difesa della vita", anche in un caso estremo come il dramma di Welby... quando una persona che soffre, senza alcuna speranza di miglioramento, nellla fase terminale di una malattia che paralizza e reca dolore sempre più atroce, chiede di esser lasciata andare, con il conforto di una sedazione che dia sollievo nel momento del trapasso, non si può parlare di omicidio o aiuto al suicidio per l'unico atto di pietà che viene chiesto!
Accettare di non poter impedire una morte e renderla almeno meno dolorosa e umiliante è ben diverso che procurare la morte.
I principi astratti messi avanti alle persone concrete rivelano l'assenza di pietà di chi difende la "Vita", senza rispetto per le singole vite vere, concrete, uniche, irripetibili e preziose, degne di esser vissute sempre, se c'è la volontà o la fede, sempre degne di rispetto, nella volontà di non finirle nello strazio anche.

di cateviola



julia974
julia974 il 19/12/06 alle 18:25 via WEB
C'è una frase che spesso ho utilizzato nei miei post quando scrivo dell'eutanasia ed è questa:
Perchè anche morire può essere una scelta di VITA.


cateviola
cateviola il 19/12/06 alle 18:50 via WEB
Sei la prima che commenta il finale di questo mio post "vite vere, concrete, uniche, irripetibili e preziose, degne di esser vissute sempre, se c'è la volontà o la fede, sempre degne di rispetto, nella volontà di non finirle nello strazio anche."
La volontà di non finire i propri giorni nello strazio e nel dolore senza speranza è un diritto della vita, di ogni persona viva, degna di rispetto sempre.
Ti ringrazio per aver reso esplicito quel che intendevo


il.corsaro.nero
il.corsaro.nero il 20/12/06 alle 20:30 via WEB
Mi sono sempre chiesto, nella qualità di, essere umano, cosa possa indurre un uomo al suicidio, perché in realtà è di questo che parliamo..... suicidio. L'accanimento terapeutico, spesso cela metodi di sperimentazione che se interpretati in maniera non medica ci fanno pensare a torture disumane che, alla fine, rendono l'esistenza di un essere in fase terminale più dolorosa di quanto debba essere. La scienza deve, in tutti i modi, cercare di compiere sperimentazioni atte a salvare la vita d’ogni essere, anche se può sembrare un discorso cinico, ma occorre farlo perché il sacrificio d’esseri umani sia poi la salvezza di futuri malati colpiti dalla stessa sintomatologia. Io ritengo che Welby tolta la politicizzazione del caso, rappresenti anche un uomo che ha perso la fede, e non parlo della Fede Cristiana, parlo della speranza, non crede più in nulla, o forse non ha mai creduto in nulla, questo non c’è dato di sapere, ma una cosa è certa… se non crediamo in nulla, anche nella sofferenza, allora la nostra esistenza è consacrata ad una vita nel dubbio. I sentimenti ci spingono a pensare che la pietà o l'eutanasia sia la soluzione migliore, ma essi non sono la ragione, la ragione è vita... anche tra mille sofferenze, una vita che c'impone di lottare fino all'ultimo respiro. Sul certificato redatto dal medico legale delle prigioni in cui si compie l'esecrabile atto dell’esecuzione capitale, vi è scritto: causa della morte.... omicidio, sul certificato di morte redatto da un medico inerente ad un caso d’eutanasia cosa ci sarà scritto... omicidio o suicidio indotto?


cateviola
cateviola il 20/12/06 alle 23:45 via WEB
Non condivido il tuo pensiero, ma apprezzo la tua chiarezza e coerenza! Se tu hai fede nella ragione e nella scienza e pensi che si debba dominare la vita, sottometterla al progresso delle conoscenze, costi quel che costi, il tuo discorso non ha una pecca. La mia esistenza è una vita nel dubbio, credo alla libertà e diffido della pretesa di controllare tutto. Temo il culto della ragione esattamente come il dogmatismo religioso. Amo la vita, ne conosco le sofferenze e rispetto le scelte di ciascuno, ma non tollero che si facciano esperimenti sulle persone o che siano stabilite norme contrarie alla libertà di ciascuno. La mia libertà finisce dove inizia quella degli altri. Se un malato terminale vuole lottare fino all'ultimo respiro, sarò la prima a sostenerne la volontà di vivere, ma se per un altro l'agonia è intollerabile, non accetto sia torturato. Sul certificato? Causa morte: malattia inguaribile allo stadio terminale. Non si tratta di eutanasia o suicidio, in questo caso, ma di sospensione di un trattamento artificiale che prolunga l'esistenza di poco e con sofferenze inaudite.
La penso in modo opposto a te, ma ti ringrazio per la lucidità e la trasparenza dell'esposizione. Felice di aver un interlocutore serio!


ilike06
ilike06 il 21/12/06 alle 22:51 via WEB
Ho scritto poco fa nel blog di JON.L: E' giusto così: se un malato nelle condizioni di welby è capace di intendere e di volere saprà esprimere la propria volontà. pertanto se dovesse esplicitamente affermare il suo desiderio di continuare a vivere, seppure in quelle condizioni, nessuna delle persone che gli stanno vicino, medici o parenti che siano, si permetterà mai nemmeno di pensare che sia il caso di staccare le macchine... per lo stesso motivo welby aveva il diritto di veder rispettata la propria volontà di porre fine, non alla sua vita, ma alla sua sofferenza.


JON.L
JON.L il 22/12/06 alle 00:09 via WEB
sarà semplicemente scritto: dopo averlo costretto a vivere una situazione inumana, tramite cure che hanno solo prodotto dolore e tortura, si è deciso di interromperle e permettere che la vita faccia il suo normale decorso verso una morte dignitosa e dovuta come lo è stata la vita, senza intromissione ad oltranza...


noricco
noricco il 23/12/06 alle 14:46 via WEB
La Morte è un fatto personale : si Nasce soli e si Muore soli. Io personalmente sono contro l'accanimento terapeutico. Nel rispetto della dignità umana, ogni essere vivente è padrone della sua vita. Io sono per la "Eutanasia Volontaria". Firmato : Noricco


Utente non iscritto alla Community di Libero
Anonimo il 23/12/06 alle 19:51 via WEB
ringrazio il dotto Rich credo che si chiami cosi' perchè qualcuno si è finalmente preso la responsabilita'di "uccidere" per mettere fine al dolore non solo il dolore di welby ma anche di chi gli voleva bene, anche io sono per la eutanasia volontaria ognuno è padrone della sua vita

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