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venerdì 29 dicembre 2006

La Via della condanna

craxi" ...Tutto ei provò: la gloria maggior dopo il periglio,
la fuga e la vittoria,
la reggia e il tristo esiglio;
due volte nella polvere,
due volte sull'altar... "


L'
ode manzoniana, 



dedicata all'esilio napoleonico, appare perfettamente in simbiosi, come unico trait d' union, con la vicenda che, in questi giorni, scatenerà un'inevitabile ed inarrestabile sequela di polemiche, in perfetto stile italiano, neo repubblicano.
Hammamet, la città tunisina che per sette anni ha accolto e sostenuto, l'allora ex Presidente del Consiglio italiano, Bettino Craxi, dedicherà una strada, intitolandola proprio all'uomo politico, in occasione del 7° anniversario dalla sua scomparsa.
E c'è chi, tra i rappresentanti del principale partito italiano, Forza Italia, già propone una cosa simile anche per il nostro paese, magari a Roma o a Milano.
Correva l'anno 1994, quando da un albergo romano, Craxi uscì scortato da un numero indefinito di guardie del corpo, numerosi manifestanti cominciarono a lanciargli le famose monetine da cento lire al grido " prenditi anche queste, vuoi anche queste ??? " !!!
Due anni prima, un gruppo di giudici milanesi, tra cui l'allora PM Antonio Di Pietro, aveva dato vita a quella inchiesta che è passata alla storia come " Mani Pulite ".
Accusato di ricettazione, concussione, collusione con la mafia, fu condannato da una sentenza definitiva, mai scontata, allontanandosi dall' Italia, rimase in esilio in Tunisia fino alla sua morte, nonostante il mandato di cattura internazionale, in seguito proprio alle condanne al carcere ricevute.
La corruzione dei partiti politici era parte integrante della società di allora, giustificata dallo stesso Craxi, durante la sua difesa e da altri uomini politici, come indispensabile per l'autofinanziamento dei partiti.
L'illecito diveniva LECITO morale.
Oggi, in questo clima politico già tartassato da ideologie obsolete, con politici allo sbando, in assenza di personalità carismatiche, dove l'unico obiettivo sembra essere la discriminazione e la diffusione di odii e intolleranze, dopo la creazione di leggine anti-carcere pro detenuti illustri, si vorrebbe tentare di rivalutare nomi che hanno fatto la Storia dell' Italia. Si. Ma una storia di corruzione.
Qualcuno è stato santificato, ricevendo un posto fisso in parlamento, vita natural durante, qualcun altro riceverà una strada intitolata, qualcun altro ancora magari un busto in qualche piazza.
Ma basta appena un decennio per cancellare onte e disonori ??? E la Giustizia che peso ha in un Paese dove nonostante i reati, nonostante le condanne, si viene rivalutati e giustificati ???
Al di là, di ciò che l'uomo in Toga riesce ad applicare, assicurando una parvenza di giustizia umana, debellata, poi, dalle intromissioni politiche, nessuno potrà mai essere assolto dal Tribunale della propria coscienza ( Giovenale ).
scritto da: julia974

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